“I’m here” il mediometraggio di Spike Jonze

“Amare è donare tutto se stesso senza nulla chiedere. Amare è non dire mai mi devi.”

Antoine De Saint Exupéry  – “Il piccolo principe”

La gratuità del sentimento amoroso ci viene mostrata in tutta la sua forza da Spike Jonze nel mediometraggio “I’m Here”. Questo lavoro è uscito nel 2010, tre anni prima di “Her”, ma già qui Jonze offre una realtà nella quale l’attenzione è tutta incentrata sulle emozioni provate da entità robotiche le quali convivono pacificamente con gli esseri umani.

La trama fa perno su una storia d’amore tra due androidi che ci dimostrano, con disarmante sensibilità e spontaneità, cosa significhi donarsi senza riserve all’oggetto del proprio amore. È interessante vedere come parecchi film (quali ad esempio The Shape of Water, Twilight, Edward Scissorhands) negli ultimi decenni si siano serviti di protagonisti non-umani per rappresentare una sensibilità, un’umanità che, nelle sue sfumature più tenere, la nostra società sembra stia gradualmente perdendo.

La settima arte ha ridisegnato supereroi, vampiri, mostri e robot donando loro una ricettività emotiva che generalmente l’immaginario collettivo non gli attribuisce. È per caso una critica, neanche tanto celata, alla deriva che stiamo (in)consciamente prendendo dove, per assurdo, ciò che non è umano è più vicino ad esserlo di chi, per natura, dovrebbe esserlo?


“I’m Here” è un mediometraggio incantevole, la trama è delicata, profonda e i personaggi adorabili. Preparatevi ad essere profondamente commossi e godetevi questa piccola perla.

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Giorgia Napolitano

Studentessa di lettere moderne con una grande passione per il cinema.

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