I 32 Film Italiani più sottovalutati dal 2000 in poi…secondo me.

PRIMO EPISODIO: “Qualche Nuvola”


INTRODUZIONE

Se ripenso a dieci anni fa, mi ricordo di un tormentone molto frequente tra i miei coetanei ma non solo. La frase era questa: “Il Cinema Italiano fa schifo”. Essendo allora un cinefilo in erba ma pronto a tutto pur di seguire “Il Sogno”, mi adeguavo al clima e concordavo su tutto. I social non erano ancora potenti come oggi (esisteva ancora MySpace!), le serie tv non erano così celebrate come oggi e le persone non sentivano il bisogno di essere esperte in tutto. Solo l’abilità di c****** la m****** è rimasta in noi da allora.

Il mio rapporto col cinema italiano non è mai stato facile e non perderò tempo a spiegare tale relazione proprio qui. Posso dire però che già prima di iniziare la scuola di cinema, tentai di essere più tollerante verso i film prodotti nel nostro paese. Compresi sin da subito la realtà: il Cinema Italiano non è mai stato uno dei peggiori esistenti e di film belli ce ne sono al suo interno. Basta cercarli.

Ecco allora qui una mia personale classifica di film italiani che non godono sempre della giusta considerazione. Parliamo di film del nuovo millennio (dal 2000 in poi, per intenderci) e non tutti sono capolavori incompresi ma piuttosto esempi di film che sono riusciti a sorprendermi e che mi hanno fatto capire che quando ci sono il mestiere e la passione, l’Italia riesce a fare cinema. Alla facciaccia dei detrattori sempre in agguato.

Preciso nuovamente che non ci sono tutti i miei film italiani preferiti bensì quelli che apprezzo e che, personalmente, meriterebbero più attenzione per un motivo o un altro.

 

” Qualche Nuvola”

Salvati. Sei ancora in tempo

Esordio cinematografico di Saverio Di Biagio, “Qualche Nuvola” l’ho recuperato non molto tempo fa e devo dire che non mi è passato inosservato. I motivi principali del mio apprezzamento non sono dovuti tanto all’originalità della trama o all’appartenenza a un genere che, onestamente, non sempre mi entusiasma (il film sentimentale) ma piuttosto per la sua semplicità.

Diego (Michele Alhaique) e Cinzia (Greta Scarano) sono due giovani come tanti: felici del loro lavoro, ricchi di aspettative per il futuro, circondati da amici fidati e pronti a sposarsi. Le cose sembrano stravolgersi quando Diego si sposta dalla sua amata periferia romana per restaurare l’appartamento della figlia del suo capo, Viola (Aylin Prandi). Nonostante appartenga a un mondo completamente diverso dal suo, Diego rimane subito attratto dalla ragazza, iniziando così una relazione clandestina che porta alla luce alcuni insospettabili lati del rapporto con Cinzia.

Nulla di che, nevvero? E molti hanno pure criticato il film per essere “fuori tempo massimo” e persino “irreale”. Per molti spettatori italiani è inconcepibile un film con un muratore onesto e disponibile, una fidanzata che, per una volta, non è più antipatica della nuova arrivata o con un prete dal comportamento esemplare e che non tollera le parolacce! Ma fate sul serio? È pur sempre cinema: lasciamo un po’ andare la nostra sospensione dell’incredulità, soprattutto per elementi così banali.

Al di là di questo, “Qualche Nuvola” è un film che probabilmente era nato con propositi sociali ma che si sono persi nel corso del tempo (la sceneggiatura risale al 2004). Non che questo sia necessariamente un male, considerato che il cinema italiano è strapieno di titoli a carattere sociale. Il film di Di Biagio è un racconto comune che soffre di alcuni dei classici limiti di un’opera prima (un’impronta autoriale poco definita, una direzione degli attori non sempre impeccabile) ma che non è per nulla disprezzabile. In particolare nel suo tentativo di narrare una storia d’amore in modo poco mieloso e anzi privo di qualsiasi eccesso melodrammatico. Perché spesso nella vita, i tradimenti e i matrimoni nascono e si disfano per motivazioni banali e fin troppo umane.

Michele Alberio

Michele Alberio si è diplomato presso l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, specializzandosi in Regia e Sceneggiatura.

Dopo aver lavorato principalmente a Milano per Shortcut Productions, prosegue la ricerca di nuovi lavori, non rinunciando alla scrittura e alle proprie aspirazioni da Filmmaker.

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