I 32 Film Italiani più sottovalutati dal 2000 in poi…secondo me.

TERZO EPISODIO: “Mai più come prima” & “Notte prima degli esami”


INTRODUZIONE

Se ripenso a dieci anni fa, mi ricordo di un tormentone molto frequente tra i miei coetanei ma non solo. La frase era questa: “Il Cinema Italiano fa schifo”. Essendo allora un cinefilo in erba ma pronto a tutto pur di seguire “Il Sogno”, mi adeguavo al clima e concordavo su tutto. I social non erano ancora potenti come oggi (esisteva ancora MySpace!), le serie tv non erano così celebrate come oggi e le persone non sentivano il bisogno di essere esperte in tutto. Solo l’abilità di c****** la m****** è rimasta in noi da allora.

Il mio rapporto col cinema italiano non è mai stato facile e non perderò tempo a spiegare tale relazione proprio qui. Posso dire però che già prima di iniziare la scuola di cinema, tentai di essere più tollerante verso i film prodotti nel nostro paese. Compresi sin da subito la realtà: il Cinema Italiano non è mai stato uno dei peggiori esistenti e di film belli ce ne sono al suo interno. Basta cercarli.

Ecco allora qui una mia personale classifica di film italiani che non godono sempre della giusta considerazione. Parliamo di film del nuovo millennio (dal 2000 in poi, per intenderci) e non tutti sono capolavori incompresi ma piuttosto esempi di film che sono riusciti a sorprendermi e che mi hanno fatto capire che quando ci sono il mestiere e la passione, l’Italia riesce a fare cinema. Alla facciaccia dei detrattori sempre in agguato.

Preciso nuovamente che non ci sono tutti i miei film italiani preferiti bensì quelli che apprezzo e che, personalmente, meriterebbero più attenzione per un motivo o un altro

IL FILM GENERAZIONALE

Credo non ci sia genere più complesso di quello Generazionale, ovvero quei film che tentano di raccontare l’animo e i pensieri di, per l’appunto, un’intera generazione. Ci sono tanti esempi di titoli di questo tipo nel cinema italiano, alcuni riusciti (“Compagni di Scuola” di Verdone) e altri per niente (i film di Federico Moccia). Vorrei però parlare di due titoli di questo genere. Uno molto noto e un altro meno.

“Mai più come prima”

Dopo cinque anni forse non ci vedremo più

Il primo è un film del 2005, diretto e scritto da Giacomo Campiotti. Sarà che verso Campiotti provo una sorta di orgoglio regionale, poiché lui è nato e cresciuto dalle mie parti (la mia stessa Gavirate è stata uno degli scenari del suo “Corsa di Primavera”), eppure spesso questo onesto professionista viene denigrato a causa dei suoi lavori più recenti in ambito televisivo. Lungi da me definirmi un ammiratore di “Braccialetti Rossi” ma francamente c’è molto di peggio e in fondo il buon vecchio Giacomo se ne sbatte altamente dei detrattori e continua con la sua carriera senza demordere.

Il suo rapporto col cinema è tuttora molto limitato dato che dagli anni ’80 a oggi avrà girato qualcosa come cinque film. “Mai più come prima” non è forse tra i suoi lavori migliori eppure non ho mai compreso fino in fondo l’indifferenza riguardo questo film.

Che cos’è “Mai più come prima”? Sostanzialmente, il classico viaggio iniziatico verso il mondo degli adulti di un gruppo studentesco, freschi di maturità e non ancora consapevoli delle loro aspettative riguardo il futuro. Proprio così: praticamente “Che ne sarà di noi” con meno zeppole. Nonostante somiglianze inevitabili con titoli dello stesso tipo, dovete dimenticarvi della retorica di certi film di Muccino o, peggio ancora, le banalità assurde di Moccia. Non che il film di Campiotti sia l’“American Graffiti” dei giorni nostri ma la verità è che può contare su un elemento che non sempre si trova in prodotti del genere: la sincerità.

La storia è quella di un gruppo di amici improvvisati che si ritrovano insieme sulle Dolomiti per vivere la vacanza più memorabile della loro vita. I membri della cricca non potrebbero essere più diversi fra loro: Enrico (Marco Casu) è il leader spirituale, oltre ad essere un ragazzo amante della vita e dotata di una maturità che sorprende i suoi stessi amici; Max (Nicola Cipolla) è un giovane disabile che è spesso soffocato dai genitori fin troppo protettivi; Lorenzo (Marco Velluti) è uno dei ragazzi più popolari della scuola, aspirante musicista ma spaventato anche dalle possibili delusioni che la sua nuova vita può offrirgli; Giulia (Laura Chiatti) è la viziata e acida ragazza di Lorenzo; Martina (Natalia Piatti) è un po’ la “cozza” del gruppo che però dimostra un carattere forte e deciso tale da renderla apprezzata da tutti; Cesare detto “Fava” (Federico Battilocchio) è la classica testa matta che si fa notare per i comportamenti estremi, “necessari” a nascondere una personalità molto più sensibile e amichevole. Quella che era iniziata come una sorta di vacanza liberatoria dopo cinque anni di liceo, diventerà il loro passaggio verso la maturità.

Campiotti ci credeva in questo film e ciò è evidente soprattutto dalla presenza di alcuni elementi biografici che rendono “Mai più come prima” non originale o incredibile ma quantomeno onesto in quello che vuole raccontare. Gli stessi protagonisti sono sempre vicini al facile stereotipo (comunque esistenti, altrimenti non sarebbero stereotipi) ma non si avvicinano nemmeno agli irritanti adolescenti che popolano troppi film “mocciosi” del nostro cinema.

Sarà che ho visto “Mai più come prima” nel periodo giusto e prima di vivere un evento simile a quello che rappresenta il climax emotivo della pellicola ma rivedendolo più volte posso dire questo: il film di Campiotti parla di cos’ è davvero la maturità. Non quella che si “acquista” con degli stupidi esami che non dimostrano proprio un accidente, ma piuttosto quella che si vive affrontando le esperienze più pure della vita.

“Notte prima degli esami”

Quando l’ultimo giorno di scuola dell’ultimo anno di liceo suona la campanella dell’ultima ora, sei convinto che quello sia l’ultimo secondo della tua adolescenza: Grandissima Cazzata!

Se devo essere onesto, “Notte prima degli esami” non è esattamente un film sottovalutato dato che trovo persone che, persino oggi, ancora se lo ricordano. Io credo però che questo titolo firmato da Fausto Brizzi abbia motivi diversi per essere considerato un piccolo cult.

La ragione principale per cui “Notte prima degli esami” ebbe un grande successo fu il più evidente: l’operazione nostalgia. Distribuito nel 2006, il film di Brizzi aveva colpito nel segno col ritratto leggermente malinconico ma verosimile di una generazione italiana che tuttora lotta per la ricerca di una propria identità. Il racconto di formazione di Brizzi non è però retorico (salvo qualche, inevitabile ma non disprezzabile, morale nel finale) e anzi gioca con intelligenza le carte del divertimento e della semplicità. Gli stereotipi ci sono ma sono proprio loro il motore della vicenda. Le situazioni tipiche di un film adolescenziale fioccano ovunque ma sono gestite con misura e con cinica simpatia.

Vorrei che fosse chiara una cosa: “Notte prima degli esami” non è un film perfetto. Non tanto per la sua mancanza di originalità nella narrazione (anzi!) ma per la presenza di sottotrame davvero evitabili (quella della nonna di Claudia dalla conclusione, per altro, scontata) e di una direzione non sempre esemplare degli attori (compresa Cristiana Capotondi, talvolta davvero irritante).

Per quanto riguarda il resto, il film di Brizzi può contare su una sceneggiatura efficace, una galleria di personaggi indovinata (il Professor Martinelli su tutti, interpretato da uno strepitoso Giorgio Faletti), lo stesso ritratto dell’epoca è meno banale di quello che sembra (l’epilogo col futuro dei giovani protagonisti è sicuramente spassoso ma anche leggermente agghiacciante) e soprattutto “Notte prima degli esami” svolge perfettamente il proposito principale di un prodotto cinematografico: intrattenere e anche bene.

Michele Alberio

Michele Alberio si è diplomato presso l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, specializzandosi in Regia e Sceneggiatura.

Dopo aver lavorato principalmente a Milano per Shortcut Productions, prosegue la ricerca di nuovi lavori, non rinunciando alla scrittura e alle proprie aspirazioni da Filmmaker.

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